Perché non lo portate a Lourdes?

Perché non lo portate a Lourdes?

Un affresco da commedia umana, in cui è la voce corale dei personaggi a dare il passo alla narrazione. “Capricorno. È il segno di Gesù Cristo. La Madonna sa riconoscerlo, e farà la grazia.” Una donna misteriosissima tra gli invitati alla serata per l’elezione dei 5 finalisti del Premio Strega non può fare a meno di suggerire a Lorenzo la possibilità di recarsi a Lourdes per chiedere il miracolo. Ogni anno sono in tanti a partire per il pellegrinaggio. L’UNITALSI – Unione Nazionale Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali – si occupa dell’organizzazione, del treno bianco, del pernottamento, dell’arruolamento dei volontari, della liturgia – non solo religiosa – da cui dipende tutto il viaggio. Se non sei credente, dovresti restare a casa. Ma Lorenzo, che non lo è, decide di seguire il consiglio perché vuole vedere e scriverne, al di là di quello che succederà nella terra dei miracoli. L’idea è quella di raccontare cosa accade dentro e fuori quando dipendi da tutti per qualsiasi cosa, muoverti, spostarti, stenderti, mangiare, fare un giro nel corridoio di un treno dopo tante ore di tragitto. Ma ciò che avviene realmente è di sentirsi avvolti in una nuova dimensione in cui non conta davvero essere malati e avere bisogno di cure, perché quello che vale, oltre la ritualità spiccia ed esteriore, è la mercificazione della fede, dovesse anche portarti più vicino alla divina provvidenza.