Mi sono spinto troppo in là. Tragicomiche ricerche sul campo e spedizioni disastrose

Mi sono spinto troppo in là. Tragicomiche ricerche sul campo e spedizioni disastrose

Trenta storie realmente accadute, così comiche da sembrare impossibili. Li chiamano "cervelloni", non proprio un appellativo carino. Li si può scorgere ammassati nella veranda di una capanna di osservazione, mentre mangiano quello che sembra sia il primo pranzo dopo settimane di digiuno, con maniere rozze e sguardi furtivi. Si vestono secondo antichi codici di abbigliamento pantaloni color cachi, che usano sia come sacco a pelo sia come tovagliolo, cappelli su cui pare sia passata una mandria di bufali e stivali che sembrano saldati ai piedi. Questo libro dà un volto a delle carriere piene di dati. Rende gli studiosi, che abbiamo sempre pensato fossero persone ammirevoli ma un po' monotone, vivaci e colorati. In questo libro, ventuno biologi e nove antropologi ci dilettano con i racconti dei loro peggiori giorni passati nei tropici o in mezzo alla giungla.

Tra bracconieri di gorilla, serpenti a sonagli che sbucano dal bidet o enormi scarafaggi che divorano la pelle dei piedi, queste divertenti storie ci aiutano a esplorare gli aspetti più evanescenti del comportamento dei "cervelloni": motivazione, pazienza e predisposizione al sacrificio. Perché passano la notte nei luoghi più scomodi della terra, rinunciano a una dieta bilanciata, cercano la compagnia dì persone a loro incompatibili, sfidano le torture di zanzare, a volte la morte e, peggio del peggio, la perdita dei dati, sempre nell'interesse della scienza. Con la prefazione di John Hemingway la postfazione di Nigel Barley.