La solidarietà tra gli Stati membri dell'Unione europea in materia di immigrazione e asilo

La solidarietà tra gli Stati membri dell'Unione europea in materia di immigrazione e asilo

"Il significativo afflusso di migranti che da anni interessa l'Unione europea ha messo in luce, a partire dalla crisi migratoria del 2015, alcuni problemi 'strutturali' della politica comune in materia di immigrazione e asilo. Tali problemi derivano, in parte, dal fatto che il sistema Schengen, diretto ad assicurare la libertà di circolazione tra gli Stati parte attraverso l'abolizione dei controlli alle loro frontiere interne, lascia il controllo delle frontiere esterne - quelle, cioè, tra lo spazio Schengen e Paesi terzi - ai singoli Stati membri. In altra parte, i problemi risiedono nell'operare del regolamento Dublino che, stabilendo i criteri per determinare quale sia lo Stato competente a esaminare le domande dei richiedenti protezione internazionale, si fonda sulla regola del "Paese di primo ingresso". Il risultato è che alcuni Stati europei - quali l'Italia, la Grecia, Malta e la Spagna - sopportano non solo l'onere di controllare le proprie frontiere esterne per conto di tutti gli Stati Schengen, ma anche quello di accogliere ed esaminare le domande dei richiedenti protezione internazionale e di rimpatriare coloro che non hanno o non hanno più le condizioni per rimanere sul territorio nazionale.

Ciò in quanto, com'è noto, le rotte migratorie più utilizzate sono quelle africane che, attraverso il Maghreb e soprattutto la Libia, hanno il loro punto di arrivo in Italia e, in parte, in Spagna; e quella asiatica che, attraverso la Turchia, sfocia in Grecia e nei Paesi balcanici. [...] Ci sembra, pertanto, utile occuparci della solidarietà nell'Unione Europea, con particolare riferimento a quella tra Stati nelle politiche comuni in materia di controllo delle frontiere, di asilo e si immigrazione. Un'indagine di questo tipo trova giustificazione al fine non solo di individuare le caratteristiche e il ruolo che la solidarietà può svolgere, alla luce soprattutto del principio contenuto nell'art. 80 TFUE, ma anche di esaminare le modalità con cui le istituzioni ne hanno sinora dato applicazione." (dall'intoduzione)