Il palazzo degli elefanti

Il palazzo degli elefanti

Questo scritto vuole essere una rapida ma attenta carrellata sulla plurisecolare esistenza della "fabbrica" più prestigiosa del piano di Sant'Agata, vale a dire un'indagine sul farsi, disfarsi, rifarsi della "casa di tutti i catanesi".

Una casa qui vista nella dimensione fisica, e non anche come il centro propulsore delle vicende maturate all'interno di essa, e neppure come la galleria dei personaggi che l'hanno popolata. In tal caso, avremmo dovuto scrivere (o riscrivere) quasi tre secoli di storia patria. Ma la storia delle pietre è anche storia di uomini. Non è, perciò, da escludere che, qua e là, a seconda delle occasioni, si possano chiamare alla ribalta del racconto nomi di amministratori, di funzionari, di professionisti che col Palazzo ebbero più diretti e impegnativi rapporti di lavoro. Ora, per amore di chiarezza e per rispetto all'antenato, riteniamo che, dovendo parlare del figlio, non si possa (e non si debba) ignorare il genitore; e una pagina che tratteggi lo status della maggiore piazza della città, prima del terremoto del 1693, e focalizzi l'immagine della Loggia, progenitrice del Palazzo degli Elefanti, la riteniamo, più che necessaria, indispensabile.